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Le prime notizie sulla famiglia risalgono al famoso Ghino di Tacco. Noto nel Senese, Ghino, veniva trascinato fin da piccolo dal padre e dallo zio, a fare furti e rapine. Il motivo era la rendita ovvero il prelievo della ricchezza terriera esercitato dalla chiesa Senese a favore dello Stato Pontificio, tassa ritenuta eccessiva dai nobiluomini Ghibellini.
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Ghino di Tacco davanti a Bonifacio VIII Boccaccio, in una immagine contenuta in un'edizione francese del Decameron risalente al XV secolo |
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Ricercato e rifugiatosi a Radicofani (Si), continuò la sua
carriera di bandito, ma in forma di gentiluomo, lasciando al malcapitato, sempre qualche cosa da vivere.
Boccaccio lo dipinge come un brigante buono nella seconda novella del X giorno. Dante, gli concede un posto fra i personaggi citatinel purgatorio della sua divina Commedia (Purgatorio VI vv. 13-14).
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